🌸🌸🌸 HANAMI 2020 Lo Spazio e l’idea

🇮🇹 Il Giardino Giapponese situato nella parte più alta del Museo Orto botanico di Roma è stato progettato e realizzato dall’architetto paesaggista Takeshi “Ken“Nakajima nel 1991. Il modello del giardino è riconducibile alla tipologia Tsukiyama, (letteralmente piccola collina – montagna artificiale); in particolare, l’autore si è ispirato a uno stile compositivo che ha avuto grande diffusione nel periodo Edo (1603-1867), caratterizzando i giardini dei feudatari (Shogun).
E’ lo stile del Kaiyu shiki-teien (giardino che gira intorno- giardino da passeggio) ed esso trova, in un posto come l’Orto Botanico, ricco di visitatori, una delle sue più significative realizzazioni al di fuori del Giappone.
Il modello di organizzazione spaziale degli elementi all’interno del giardino, in una superficie di circa 3500 metri quadrati, differisce dagli altri stili per la fruibilità: in questo caso il percorso si configura come lo strumento principale per guidare il visitatore lungo alcune caratterizzanti scene naturali.
Il giardino si sviluppa su due livelli, dove l’elemento principale è costituito dall’acqua che, scorrendo attraverso una cascata e piccoli torrenti, va a formare due piccoli laghetti, uno superiore e uno inferiore, e diventa un importante elemento unificatore. Nei pressi del laghetto superiore l’Autore ci conduce da una fruibilità dinamica a un punto di vista fisso cambiandone completamente la scena. Qui, sotto al padiglione in legno di cedro detto Azumaya (archetipo della capanna tradizionale del giardino), lo sguardo si apre e si volge sulla città di Roma, incorniciata dalle cime degli Appennini

🇬🇧 The Japanese Garden placed in the highest area of the Botanical Garden of Rome was designed and built by the landscape architect Takeshi “Ken” Nakajima in 1991. The model of the garden can be referred to the Tsukiyama typology, (literally small hill – artificial mountain); in particular, the Author was inspired by a compositional style that had large diffusion in the Edo period (1603-1867), characterizing the gardens of the feudal lords (Shogun).
It is the style of the Kaiyu shiki-teien (garden that revolves around – walking garden) and it finds, in a place like the Botanical Garden, full of visitors, one of its most significant creations outside of Japan.
The spatial organization model of the elements inside the garden, in an area of ​​about 3500 square meters, differs from the other styles in terms of utilization: in this case the path is arranged as the main tool to guide the visitor along some characteristic natural scenes.
The garden develops on two levels, where the main element is the water which, flowing through a waterfall and small streams, forms two ponds, one upper and one lower, and becomes an important unifying element. Near the upper pond, the Author leads us from dynamic usability to a fixed point of view, completely changing the scene. Here, under the cedar pavilion called Azumaya (archetype of the traditional garden hut), the view opens and turns towards the city of Rome, framed by the tops of the Apennines

Paco Donato

Cadono i fiori di ciliegio
sullo specchio d’acqua della risaia:
stelle al chiarore di una notte senza luna

Yosa Buson