🌸 HANAMI 2020 🌸 Tempo, Momento e Movimento

 

 

Pur essendo alcuni giardini giapponesi caratterizzati da una notevole abbondanza di piante, essi non somigliano in alcun modo a quelli occidentali.
La scelta della distribuzione delle piante all’interno del Giardino Giapponese dell’Orto Botanico di Roma voluta dall’Autore vede una felice associazione di piante emblematiche del Giardino Giapponese con essenze appartenenti alla flora mediterranea, unite in un perfetto, armonico sincretismo.
Nonostante la disposizione delle piante possa sembrare casuale al visitatore, in realtà dietro di essa si cela un d esiderio preciso e consapevole di conferire naturalezza alla mano dell’uomo. Ed è in tale naturalezza che l’Autore riflette lo stato d’animo di chi osserva, accompagnandolo alla riscoperta dell’intimo rapporto tra uomo e natura al di là di ogni spazio e tempo.
All’interno del Giardino Giapponese dell’Orto Botanico di Roma sono presenti 90 specie vegetali che non solo contribuiscono ad incrementare la ricca collezione di specie giĂ  presenti all’interno del Museo Orto Botanico, ma hanno anche una valenza filosofica o poetica che richiama, in un piccolo spazio, lo scorrere del tempo e delle stagioni: a partire dai candidi fiori bianchi della Magnolia stellata (Siebold & Zucc.) Maxim. e della Camellia japonica L., che incarnano l’inizio dei primi mesi dell’anno, fino al colore caldo autunnale espresso dall’Acer palmatum Thumb.
Il lasciarsi condurre lungo questi sentieri dipinti, fino al cuore della divina natura, e quindi dell’uomo, ha ispirato la sensibile e talentuosa Flavia Cecchini, ragazza di appena 18 anni a scrivere, dopo una sua vista al Museo Orto Botanico e al Giardino Giapponese: “lasciarsi piegare, steli d’erba al vento./ Inebriarsi della sua fragranza, fremere/ della scura quiete invernale, dal polline/ della fioritura esser sopiti.”

Ciliegio in fiore:
il candore di un petalo
diviene nuvola.

Antonio Sacco

🇬🇧 Time, Moment and Movement

Although some Japanese Gardens are characterized by an abundance of plants, they do not in any way, resemble the western ones.
The planting plan within the Japanese Garden of the Botanical Garden of Rome desired by the author sees a happy association of plants characteristics of the Japanese Garden with essences belonging to the Mediterranean flora, united in a perfect, harmonious syncretism.
Although the planting layout may seem fortuitous to the visitor, actually there is a precise and conscious desire to give naturalness to the human hand that is behind it. And it is in this naturalness that the Author reflects the mood of the observer, accompanying him to the rediscovery of the intimate relationship between man and nature beyond any space and time.
Inside the Japanese Garden of the Botanical Garden of Rome there are 90 plant species that not only contribute to increasing the rich collection of species already present in the Botanical Garden, but also have a philosophical or poetic value that recalls the passage of time in a small space and the seasons: starting from the white flowers of Magnolia stellata (Siebold & Zucc.) Maxim. and Camellia japonica L., which embody the beginning of the first months of the year, until the warm autumn colors represented by Acer palmatum Thumb.
The being led along these painted paths, straight to the heart of divine nature, and therefore of the man, inspired the sensitive and talented Flavia Cecchini, a girl just 18 years old, to write after a visit to the Botanical Garden and the Japanese Garden: “Let yourself be bent, stalks of grass in the wind. / Inebriate itself with its fragrance, quiver / and in the dark winter peace, with pollen / with flowering, be dormant.”