HANAMI 2020 – eravamo stami, ora siamo petali

🇮🇹 Vi siete mai chiesti per quale motivo il ciliegio europeo e i ciliegi selvatici giapponesi hanno fiori a 5 petali (fiori semplici) mentre i ciliegi ornamentali coltivati nei Giardini Giapponesi hanno fiori formati da 10 (fiori semidoppi) o più petali (fiori doppi)? Per capirci qualcosa, siamo andati a rileggere “La metamorfosi delle piante”, un’opera geniale di Johann Wolfgang Goethe, edita nel 1790. Secondo Goethe, tutte le parti e gli organi delle piante non sono altro che foglie o modificazioni di esse e pertanto possono essere spiegati partendo proprio dalla foglia. Nella progressiva mutazione delle parti di una pianta agisce una forza che può essere impropriamente chiamata di espansione e contrazione. Tutte le parti della pianta si sviluppano quindi l’una dopo l’altra e l’una dall’altra, secondo un processo che Goethe denomina “metamorfosi progressiva”. La foglia caulinaria (la foglia inserita cioè sullo stelo) nasce per espansione dal seme, i sepali del calice (insieme di foglie modificate a formare una struttura a coppa posta alla base del fiore) si formano per contrazione di foglie caulinarie. I petali (foglie modificate di vario colore) si formano per espansione, gli stami (organi riproduttori maschili presenti nel fiore) e i pistilli (organi riproduttori femminili presenti nel fiore) per contrazione, il frutto per espansione e il seme per massima contrazione. È lo stesso organo che, come foglia, si espande dal fusto assumendo forme straordinariamente diverse, si contrae poi nel calice, torna a espandersi nei petali, si contrae negli organi riproduttivi, per riespandersi come frutto e contrarsi infine come seme. Ciò che Goethe ha posto in rilievo, e che è assai prezioso per la comprensione del passaggio dai fiori semplici ai fiori semidoppi e doppi dei ciliegi giapponesi, è che la pianta può talvolta fare un passo indietro e invertire l’ordine della metamorfosi: in tal caso (metamorfosi regressiva), il fiore semplice può trasformarsi in fiore doppio allorché, invece di stami e antere, si sviluppano petali, i quali possono essere perfettamente uguali agli altri petali della corolla per forma e colore, o possono recare ancora segni visibili della loro origine. Se tutti gli stami si trasformano in petali, i fiori risultano sterili, come spesso accade in numerose forme coltivate di ciliegio giapponese. I maestri giardinieri del Giappone hanno osservato nei ciliegi selvatici la sporadica trasformazione degli stami in petali e, mediante un’attenta opera di selezione durata secoli, hanno ottenuto gli splendidi kanzan (i più noti ciliegi giapponesi ornamentali), i cui grandi fiori polipetali fra pochi giorni coloreranno magnificamente il Giardino Giapponese dell’Orto Botanico di Roma.

🇬🇧 Do you know why European cherry and Japanese wild cherry trees have 5-petal flowers (simple flowers) while ornamental cherry trees grown in Japanese Gardens have flowers characterized by 10 (semi-double flowers) or more petals (double flowers)? To understand this, we re-read “The metamorphosis of plants”, a brilliant work by Johann Wolfgang Goethe, published in 1790. According to Goethe, all parts and organs of plants are leaves or modifications of them and can be explained starting from the leaf. In the progressive mutation of the parts of a plant, a force acts which can be improperly called expansion and contraction. All parts of the plant develop one after the other and one from the other, according to a process that Goethe calls “progressive metamorphosis“. The leaf of the stem arises by expansion from the seed, the sepals of the calyx are formed by the contraction of leaves. The petals are formed by expansion, the stamens and pistils by contraction, the fruit by expansion and the seed by maximum contraction. It is the same organ that, like a leaf, expands from the stem assuming extraordinarily different forms, then contracts in the calyx, returns to expand in the petals, contracts in the reproductive organs, re-expand as a fruit and finally contract as a seed. What Goethe has emphasized, and which is very valuable for understanding the transition from simple flowers to semi-double and double flowers of Japanese cherry trees, is that the plant can sometimes take a step backwards and reverse the order of metamorphosis: in this case (regressive metamorphosis), the simple flower can turn into a double flower when, instead of stamens and anthers, petals develop, which can be perfectly equal to the other petals of the corolla in shape and color, or can still show visible signs of their origin. If all the stamens are transformed into petals, the flowers are sterile, as often happens in many cultivated forms of Japanese cherry. The master gardeners of Japan observed in the wild cherry trees the sporadic transformation of the stamens into petals and, through a careful selection process lasting centuries, obtained the celebrated kanzan (the best known ornamental Japanese cherry trees) which in a few days will beautifully color the Japanese Garden of the Botanical Garden of Rome.