Orto Botanico di Brera – Università degli Studi di MilanoOrto Botanico di Brera – Università degli Studi di Milano

  • Orto Botanico di Brera - Università degli Studi di Milano
    Milano-via Brera, 28; via Fiori Oscuri, 4; via privata F.lli Gabba 10
    per informazioni tel: 02 50314683
    email: ortobotanicodibrera@unimi.it
    http://ortibotanici.unimi.it
  • RESPONSABILI Martin Kater (direttore), e-mail: martin.kater@unimi.it; Antonella Testa (conservatore) e-mail: antonella.testa@unimi.it; Cristina Puricelli (responsabile didattica e curatrice) e-mail: cristina.puricelli@unimi.it; Isabelle Bovier (accoglienza) e-mail: isabelle.bovier@unimi.it; Paola Caccia (eventi) e-mail: paola.caccia@unimi.it; Manuel Bellarosa (giardiniere) e-mail: ruggero.bellarosa@unimi.it; Enrico Fantella (giardiniere) e-mail: enrico.fantella@unimi.it; Bruna Merlo (supporto attività d'ufficio) e-mail: annabruna.merlo@unimi.it
  • ORARI
    L'Orto Botanico di Brera è aperto dal 1° aprile al 31 ottobre da lunedì a sabato non festivi dalle 10:00 alle 18:00. Dal 1° novembre al 31 marzo da lunedì a sabato non festivi dalle 09:30 alle 16:30.

    Informazioni per i visitatori connesse all’emergenza sanitaria da COVID-19: dal 15 giugno 2022 è raccomandato l’uso della mascherina, almeno di tipo chirurgico, al chiuso.

    Per l’ingresso di gruppi contattare l’Orto.
  • INGRESSO gratuito
  • BOOKSHOP si
  • SUPERFICIE 5000 mq circa
  • VISITE GUIDATE Per informazioni su visite guidate per adulti e attività educative per scolaresche scrivere a edu.ortobrera@unimi.it
  • INDEX SEMINUM

Sito web: http://ortibotanici.unimi.it

Cenni storici

L’Orto Botanico di Brera – Per un orto antico una lunga storia

Palazzo Brera visto dall’Orto Botanico

L’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano è un giardino storico stretto tra i palazzi del centro città, esteso per 5.000 mq. Fu fondato nel 1775, nell’ambito di un più ampio progetto, voluto da Maria Teresa d’Austria, che avrebbe reso l’adiacente Palazzo Brera un luogo di riferimento della cultura della Milano del secondo Settecento, in quel vivace clima dell’Illuminismo che conta esponenti del calibro dei fratelli Verri, di Cesare Beccaria e di Giuseppe Parini.
Quest’area verde sul lato Sud del Palazzo era stata a lungo un luogo di meditazione e terreno da orto per i Padri Gesuiti che, fin dalla fine del ‘500, vivevano nel Palazzo e vi gestivano una scuola per l’educazione del clero e della nobiltà. Con la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti (1773) il Palazzo e le sue pertinenze diventano patrimonio dello Stato (allora era lo stato asburgico); vi vengono trasferite e potenziate le Scuole Palatine, destinate all’insegnamento superiore. Insieme alle altre istituzioni che nel breve volgere di 2-3 decenni vengono fondate (Osservatorio Astronomico, Biblioteca Braidense, Accademia di Belle Arti a cui si aggiungono poi, in epoca napoleonica, Pinacoteca e Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere) si realizza la creazione di una vasta sede per l’insegnamento superiore e la ricerca, dedicata alle Scienze, alle Lettere e alle Arti.
Nel frattempo, il piano di ampliamento strutturale del Palazzo, già iniziato per opera di Francesco M. Richini, vedeva il suo compimento con gli interventi di un altro celebre architetto, Giuseppe Piermarini, a cui si deve la serra dell’Orto Botanico, oggi destinata a aula di belle arti, oltre che dell’imponente portale d’ingresso del Palazzo.

Auletta didattica

Ancora oggi l’Orto Botanico conserva e rivela al visitatore lo storico impianto settecentesco voluto da padre Fulgenzio Vitman, primo Direttore e professore di Botanica alle Scuole Palatine. Tre settori sono separati da due vasche ellittiche: i primi due sono occupati da una fitta successione di aiuole; il terzo è l’arboreto, dove svettano i due maestosi Ginkgo biloba, che datano oltre due secoli e mezzo di vita. Tra le aiuole i medici e farmacisti allievi di Vitman, ricevevano quell’addestramento sperimentale fatto di osservazione, studio e riconoscimento delle piante, che insieme alla formazione teorica incarnava le istanze della cultura Illuministica.
Fin dagli esordi l’Orto Botanico di Brera ha avuto dunque un forte carattere didattico-formativo, a cui si accostava la coltivazione di piante officinali, che dovevano servire alla “Spezieria” di Brera.
In epoca napoleonica, con la crescente introduzione di specie ornamentali ed esotiche, si caratterizzerà più per gli aspetti decorativi, tradendo così in parte le sue originarie finalità.

Le piante dell’orto

Da allora ha subito alterne vicissitudini fino al 1935, quando fu annesso all’Istituto Superiore di Agricoltura che, sotto il Ministero della Pubblica Istruzione, lo ha reso competenza dell’Università degli Studi di Milano che tutt’ora lo gestisce.
Con il restauro conservativo concluso nel 2001 è stato restituito alla città. La conseguente definitiva apertura al pubblico e l’offerta di attività educative per scolaresche e pubblico anche con disabilità, lo hanno reso un Museo ufficialmente riconosciuto da Regione Lombardia. Tale riconoscimento risponde all’impegno che l’Orto Botanico di Brera si è assunto nel contribuire a promuovere la sensibilità collettiva verso il bene naturalistico come bene culturale.

Struttura e organizzazione

L’Orto Botanico di Brera è una struttura universitaria e museale che organizza eventi e attività per il pubblico e le scuole. Fa parte della Rete degli Orti Botanici della Lombardia, associazione che ha lo scopo di progettare e sviluppare iniziative culturali congiunte e di Grandi Giardini Italiani, network che riunisce giardini pubblici e privati tra i più belli d’Italia.

Le principali collezioni

Collezione genere Salvia

Diverse aiuole ospitano numerose specie medicinali di varie famiglie; altre sono dedicate a tematiche di interesse o uso preminente (piante alimentari, tessili e da carta, tintorie) o ad ambienti particolari (piante mediterranee, di ambiente arido o umido, …), la cui collocazione si deve al rispetto del microclima delle diverse aree del giardino. Il criterio più generale di ordinamento è di tipo sistematico, ovvero le piante sono raccolte in base alla famiglia o all’ordine di appartenenza, privilegiando le famiglie tra le più ricche di specie della nostra flora (Asteraceae, Apiaceae, Lamiaceae, …). Tra queste la più ricca di biodiversità è quella dedicata al genere Salvia che annovera circa quaranta specie di varia origine, con notevole variabilità morfologica. Insieme alle specie native in Italia, sono presenti salvie per esempio di origine tropicale che riescono ad adattarsi al clima di Milano, raggiungendo altezze di più di tre metri e sfoggiando fioriture dai colori vistosi come il blu intenso di S. guaranitica o il rosso sgargiante di S. elegans.
Non mancano piante rare o da conservare per promuovere la cultura e la diffusione della tutela della biodiversità e in particolare delle piante autoctone lombarde. Tra le grandi alberature – diverse cresciute anche in sedi insolite o tra le aiuole – spiccano i patriarchi dell’Orto Botanico, due Ginkgo biloba simboli del giardino, maschio e femmina di 2 secoli e mezzo di vita. In ogni stagione, come un museo vivente a cielo aperto, questo luogo offre ai visitatori emozioni e sorprese, che vale la pena scoprire.

Attività

Attività per pubblico e scuole:
visite guidate per adulti e attività educative per scolaresche di ogni ordine e grado

Bibliografia

– Sandra Sicoli “The botanical garden in Milan: the beginnings years” in Tucci, P. Bicentennial commemoration of R. G. Boscovich, Milano September 15-18 1987, Proceedings;
– Tucci, P. “Il Museo Astronomico e l’Orto Botanico di Brera in Milano” in Annali di storia delle Università Italiane 2007, II, 251-559;
– Aurora Scotti “Brera 1778 – 1815 Nascita e sviluppo di una istituzione culturale milanese” Quaderni di Brera 5, Centro Di;
– Paola Caccia, Martin Kater, Cristina Puricelli, Antonella Testa, con contributi di Giorgio Bardelli e Agnese Visconti, L’Orto Botanico di Brera, a cura di Antonella Testa, Electa Mondadori, Milano 2019.