Orto Botanico di LuccaOrto Botanico di Lucca

  • Via del Giardino Botanico, 14 - 55100 Lucca
    tel: +390583/583086 (Francesca Viani - Opera delle Mura)
    web: www.operadellemura.it
  • RESPONSABILI Alessandra Sani (alessandrasani73@gmail.com)
    Francesca Viani(fviani@comune.lucca.it)
    Gabriele Tacchi (ortulanus primarius) (tel: +39 0583 442160)
  • ORARI 1 gennaio /20 marzo e dal 5 novembre/31 dicembre aperto solo su prenotazione: da 21 marzo/30 aprile: 10,00/17,00 tutti i giorni
    1 maggio /30 giugno 10,00/18,00 tutti i giorni
    1 luglio/30 settembre 10,00/19,00 tutti i giorni
    1 ottobre/4 novembre 10,00/17,00 tutti i giorni
  • INGRESSO Persone da 15/65 anni € 4,00
    Ingresso ridotto € 3,00 da 6 a 14 anni, oltre i 65 anni, gruppi organizzati formati da almeno 10 persone accompagnati da guida responsabile della visita, studenti muniti di idonea tessera.
    Ingresso gratuito bambini sotto i 6 anni, disabili (con un accompagnatore), studenti universitari previa autorizzazione Opera delle Mura.
    Biglietto cumulativo ridotto: Orto Botanico, Torre Guinigi e Torre delle Ore; gruppi sopra 10 persone accompagnati da una guida, over 65, bambini da 6 a 14 anni e studenti muniti di idonea tessera € 6,00
  • BOOKSHOP Materiale informativo (è in preparazione una nuova guida dell’Orto)
  • SUPERFICIE Circa 20.000 mq
  • VISITE GUIDATE Si, su prenotazione
  • INDEX SEMINUM

Cenni storici

Cedrus libani

La facoltà di istituire a Lucca uno “Studium generale” venne conferita al Governo della città con decreto imperiale del 6 Giugno 1369; per una serie di complesse vicende questa possibilità non fu messa in pratica se non secoli dopo. Solo sotto il governo di Maria Luisa di Borbone, il 5 Novembre 1819, finalmente si aprì a Lucca una sede universitaria  (soppressa nuovamente nel ’47, con l’accorpamento del Ducato al Granducato di Toscana).

In questo ambito furono realizzati anche un Osservatorio astronomico (ora trasformato in civile abitazione), un Gabinetto di fisica (tuttora esistente presso il Liceo Classico N. Machiavelli, e ricco di pregiatissimi e rari strumenti) e un Orto Botanico, strutture tutte di supporto alla didattica.

Paolo Volpi ebbe la cattedra di Botanica e fu primo Prefetto dell’Orto, lasciò l’incarico nel 1833 a Benedetto Puccinelli che vi rimase fino alla morte, avvenuta nel 1850. Il contributo di questo studioso fu fondamentale per la conoscenza della flora fanerogamica e crittogamica locale.

Cinnamomum glanduliferum

Con la soppressione dell’Università l’Orto restò comunque attivo; dal 1851 al  ’60,  fu diretto da  Attilio Tassi da Pisa, a lui venne sostituito Cesare Bicchi che fu responsabile dell’Orto per oltre 40 anni, fino al 1906.

Con la prima guerra mondiale cessò ogni attività che riprese solo negli anni  ’70, quando la Società Botanica Italiana, fece una riunione scientifica in questa sede per riportare all’attenzione delle autorità l’importanza dell’istituzione.

Oggi l’Orto è nuovamente inserito in un circuito scientifico internazionale, e cerca di espletare le azioni che gli sono proprie: didattica, conservazione, ricerca.

Struttura e organizzazione

Taxodium distichum particolare delle pneumatofore

L’Orto Botanico è comunale e attualmente il personale è rappresentato da un Praefectus, l’Arch. Maurizio Tani, che svolge funzioni eminentemente amministrative, coadiuvato da dalla Dott. Alessandra Sani (Naturalista), che fornisce un supporto tecnico-scientifico.
L’associazione A.Di.P.A., legata al mondo delle piante, collabora al progetto di censimento delle specie presenti.
I lavori di manutenzione delle collezioni sono affidati a quattro giardinieri.

Le principali collezioni

  1. Specie officinali (Hortus sanitatis)
  2. Specie palustri legate alle principali zone umide della Toscana
  3. Specie selvatiche di uso alimentare
  4. Theaceae e Ericaceae con particolare attenzione al genere Camellia e Rhododendron

Fra queste le più significative sono la raccolta delle specie officinali e quella delle specie palustri dell’Italia centrale.

La  collezione delle officinali è costituita da circa 500 specie provenienti dai diversi continenti, e considerate dalla FAO di maggior uso presso le popolazioni locali (Peumus boldus Molina, Guajacum officinale L., Zingiber officinale Roscoe, Atropa belladonna L., Boswellia sacra Flueck, ecc).

Fra le specie palustri molte sono rare in Toscana o in via di scomparsa (Salvinia natans (L.) All., Hydrocotyle ranunculoides L., Hibiscus palustris L., Gentiana pneumonanthe L. subsp pneumonanthe, Periploca graeca L.).

Attività e progetti

Collezione delle piante grasse, le Euphorbiaceae

Sono svolte indagini relative alla conservazione della flora palustre toscana. L’Orto promuove eventi legati all’educazione e alla divulgazione della biodiversità vegetale. Ogni anno è redatto l’Index Seminum.
L’Orto ospita una sede della Banca Regionale del Germoplasma relativa alle varietà orticole toscane (fagioli, pomidoro, ecc.) a rischio di estinzione.

Bibliografia

Narducci R. (2004), Il contributo dell’Orto Botanico di Lucca e degli studiosi lucchesi all’erbario crittogamico italiano. Bullettino dell’Orto Botanico di Lucca, 3(1), 11-18.

Paoli U. (1905), De lucensibus artis plantarum doctoribus commentariolus et synopsis plantarum in agro lucensi additamenta. Lucae, 38 pp.

Sani A., (2011), La collezione di plumerie all’Orto Botanico di Lucca: prima catalogazione. Bull. Orto Bot. Lucca, Volume IV, Opera delle Mura di Lucca. Tipografia Tommasi, Lucca: 33-37

Tomei P.E. (1974), L’Orto Botanico di Lucca. Inform. Bot. Ital., 6(2), 134-136.

Tomei P.E. (1984), Il giardino della Villa di Marlia e l’Orto Botanico, in Il Principato Napoleonico dei Baciocchi (1805-1814) riforma dello Stato e Società. Lucca, 504-507.

Tomei P.E. (1990), Il nuovo volto dei giardini lucchesi con l’avvento dei Bonaparte, in “Il giardino italiano dell’ Ottocento”, Milano.

Tomei P.E., Marracci P. (1992), L’Orto Botanico Comunale di Lucca. In: “Orti Botanici, Giardini Alpini, Arboreti italiani” a cura di F.M. Raimondo. Ed. Grifo, Palermo, 315-320.

Tomei P.E. (1993), Il sistema degli Orti Botanici in Provincia di Lucca. In: “Atti del Convegno Gli Orti Botanici d’interesse locale per la conoscenza e l’uso del territorio”, Studi Versiliesi, VI-VII, 51-57.

Tomei P.E. (1993), L’Orto Botanico comunale e gli orti dei semplici a Lucca: un esempio di continuità. In: “I giardini dei semplici e gli orti botanici della Toscana”, Perugia, 93-100.

Tomei P.E. (2009), Scientific Learning in Lucca: stage in a Journey. In “Lucca Encounters the Word”, PubliED. Lucca : 233-288.

Zocco Pisana L., Tomei P.E., Sani A. (2005), Il ruolo dell’Orto botanico di Lucca (Toscana) nella conservazione ex situ di specie vegetali legate ad ambienti umidi. Inform. Bot. Ital. Vol. 37, n. 1 parte A: 460–461.