Orto Botanico”Giardino dei Semplici” dell’Università di FirenzeOrto Botanico”Giardino dei Semplici” dell’Università di Firenze

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  • ORARI Orario invernale dal 16 ottobre al 31 marzo:
    sabato, domenica, lunedì dalle ore 10,00 alle ore 17,00
    Orario estivo dal 1 marzo al 2 settembre:
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  • SUPERFICIE 23.892 mq
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Cenni storici

Vasca

Vasca

Il “Giardino dei Semplici” di Firenze è il terzo Orto botanico al mondo per antichità. La sua origine risale al 1 Dicembre 1545, quando Cosimo I dei Medici prese in affitto dal prospiciente Monastero di San Domenico in Cafaggio, abitato da suore domenicane, il terreno su cui doveva sorgere l’Orto. Circa due anni prima lo stesso Cosimo aveva fondato, su consiglio di Luca Ghini, il Giardino Botanico di Pisa, il primo Orto botanico universitario.
Il “Giardino dei Semplici” così denominato perché nato come orto di piante medicinali, dette “Semplici”, fu disegnato da Niccolò detto Il Tribolo.
Una delle più antiche testimonianze di quello che doveva essere il primitivo volto dell’Orto Botanico ce l’ha tramandata, nel 1684, l’archivista Leopoldo del Migliore che descrive minuziosamente la ripartizione delle aiuole, la disposizione dei viali, la grande vasca centrale ottagonale, oggi scomparsa insieme alla maggior parte degli arredi del tempo. A tutt’oggi nell’Orto restano solo il busto in pietra di Esculapio, attribuibile ad Antonio Gino Lorenzi da Settignano (ca. 1570) e  il cancello storico che reca ancora lo stemma e l’epigrafe originaria dei Medici.
Tutti i lavori inerenti alla costruzione furono diretti da Luca Ghini che si preoccupò anche di incrementare le nuove collezioni di piante conferendo subito all’Orto grande prestigio. Nel 1718, per volontà di Cosimo III dei Medici, venne affidato alle cure della Società Botanica Fiorentina ed ebbe come Direttore Pier Antonio Micheli, fondatore della Società stessa. Negli anni della sua direzione le collezioni di piante, non solo medicinali, si arricchirono ulteriormente rendendolo famoso in tutto il mondo per la decisa impronta di modernità. Alla morte del Micheli (1737) la direzione del Giardino passò a Giovanni Targioni Tozzetti ed in seguito (1746) a Saverio Manetti che rimase in carica fino al 1782. Al Manetti va il merito di aver per primo pubblicato un indice dei semi con lo scopo precipuo di favorirne lo scambio con gli altri Orti botanici, italiani e stranieri.
Nel 1783, in seguito alla fusione della Società Botanica Fiorentina con l’Accademia dei Georgofili, il Giardino passò alle dipendenze di quest’ultima istituzione cambiando la propria denominazione in “Orto Sperimentale Agrario dell’Accademia dei Georgofili”: la struttura interna fu semplificata e razionalizzata per far posto alle colture agrarie. Nel 1801 la direzione del Giardino passò ad Ottaviano Targioni Tozzetti, a cui successe, nel 1829, il figlio Antonio: l’Orto riacquistò l’antico nome di “Giardino dei Semplici”, mentre veniva ripresa intensamente la coltivazione di piante medicinali e delle specie di interesse scientifico.
Nel 1865 Teodoro Caruel fu incaricato della direzione, ma la nomina ufficiale arrivò solo nel 1880, anno in cui l’Orto, dopo lunghe e difficoltose trattative, venne assegnato al Regio Istituto degli Studi Superiori Pratici con il nome di “Orto Botanico dell’Istituto di Studi Superiori”. Fu Caruel a favorire la costruzione delle grandi serre ancora oggi in uso; grazie al suo continuo interessamento l’Orto non fu soppresso dall’Amministrazione che non poteva più sostenerne le spese di mantenimento.
Negli anni seguenti, grazie ai direttori Oreste Mattirolo (1897-1900) e Pasquale Baccarini (1900-1919), il Giardino dei Semplici fu riunito all’Istituto Botanico fondato da Filippo Parlatore, nel Museo di via Romana. Nel 1905 si conclusero le operazioni di trasferimento di tutte le strutture botaniche (Biblioteca, Erbario, ecc.) nei locali prospicienti al Giardino dei Semplici e si costituì così l’Istituto e Orto Botanico.
Nel secolo passato molti sono stati i direttori che si sono alternati alla guida del Giardino, tra cui Giovanni Negri (1925-1949) a cui va il merito di aver “aperto” il giardino al pubblico e  Alberto Chiarugi (1949-1960) che realizzò il riassetto di una vecchia aula in disuso posta all’interno dell’Orto, alla quale assegnò la funzione di “Ostensio simplicium”.
Dal dopoguerra ad oggi le collezioni del giardino sono state notevolmente incrementate con spedizioni scientifiche svolte in Italia e all’estero e particolare attenzione è stata rivolta alla didattica mediante la realizzazione di aree espositive e guide sulle collezioni.
Nel 2004 la Regione Toscana ha nominato il “Giardino dei Semplici” Centro per la conservazione ex situ della flora (CESFL) assieme agli Orti Botanici di Pisa e Siena.

Struttura e organizzazione

Palme

Palme

Il Giardino dei Semplici, nella sua struttura attuale, occupa una superficie di 23.892 mq ed è suddiviso, in piena aria, in 21 quadri e 29 aiuole. Notevole per estensione (ca. 1690 mq) e cubatura è il complesso delle grandi serre, costruite alla fine del XIX secolo, che si susseguono lungo Via Micheli per un fronte di 162 m; esse sono costituite dalle “serre calde”, che ospitano piante tropicali, e dalle “serre fredde” dove trovano posto piante che esigono temperature meno elevate. Il Giardino dei Semplici dispone anche di sei serrette di più recente costruzione.
Attualmente l’Orto Botanico è una delle sezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze.

LE PRINCIPALI COLLEZIONI

Cicadee
La collezione, forse la maggiore d’Italia, rappresenta un patrimonio di rilievo scientifico e storico. Il nucleo storico risale ai  primi anni del ‘900 quando, a seguito di  una donazione, giunsero circa 300 esemplari presenti in parte ancor oggi.
Le spedizioni compiute da Luciano Giugnolini in Centroamerica, le donazioni di A. Verga avvenute negli anni ’70 ed in tempi più recenti, le donazioni di R. Bruno e L. Monzone, hanno contribuito a incrementare la collezione che attualmente consta di circa 200 individui.
Di particolare pregio gli esemplari di Encephalartos altensteinii, E. longifolius, E. lanuginosus, Dioon spinulosum e Cycas circinalis, tutti coltivati in grandi vasi di terracotta.
Tale collezione è ospitata in un settore della serra fredda e in una serretta dedicata.
Curatore Luciano Di Fazio, giardiniere Marco Bianchi


Pteridofite
Dati storici sulla presenza di pteridofite nell’Orto Botanico li abbiamo a partire dal XVIII secolo. Infatti  nel catalogo edito nel 1748 da Giovanni Targioni Tozzetti venivano indicate 12 specie di felci. Attualmente nell’Orto botanico sono presenti oltre 300 esemplari, molti dei quali di introduzione storica, come Pseudodrynaria coronans, acquisito nel 1898 presso  l’Orto botanico di Torino. In tempi recenti gli incrementi più considerevoli  della collezione si sono avuti grazie al personale dell’Orto in missioni di raccolta all’estero: Messico negli anni ’80, India e Nepal nel 1988, Uganda nel 1994, Sumatra nel 1995.
La collezione, una delle più ricche del Paese, è conservata nei mesi invernali in una serretta dedicata; durante l’estate viene allestita una esposizione tematica nel prato della Sughera.
Recentemente è stata realizzata una guida da Luciano Di Fazio, Mario Landi e Andrea Grigioni.
Curatore Luciano Di Fazio, giardiniere Mario Landi


Palme
Nella serra fredda, nella serra calda e all’aperto, è sistemata la collezione delle Palme costituita da oltre 250 esemplari. Il corpo più antico della collezione è della fine del 1800 (rimane ancora una Latania loddigesii del 1885) con esemplari donati dal naturalista fiorentino, Odoardo Beccari e da Garbari di Monaco di Baviera e incrementati, soprattutto dal dopoguerra in poi, da viaggi all’estero, donazioni di privati ed acquisti da vivai specializzati. Da alcuni anni è in corso uno studio sull’acclimatazione, all’aperto, di 35 esemplari in due aiuole create appositamente.
Curatore Paolo Luzzi, giardiniere Gianni Gasparrini
È disponibile la guida illustrata.


Percorso per non vedenti
Il percorso comprende due sezioni: una”aromatica” con piante sistemate su supporti ad altezza d’uomo in modo da poter essere facilmente toccate e odorate; l’altra, più vasta, è diffusa all’interno di tutto il giardino, serre comprese, con cartelli in braille (forniti dalla Regione Toscana) che forniscono notizie essenziali sulle collezioni principali e sugli alberi più importanti dell’Orto botanico. È disponibile anche una mappa, sempre in braille, di tutto l’Orto.

Percorso sulle allergeniche
Il percorso di piante allergeniche, creato in collaborazione con il Laboratorio di Allergologia ed Immunologia del Nuovo Ospedale di San Giovanni di Dio (FI), presenta, attraverso tutto l’Orto botanico, le piante di interesse allergologico segnalate da cartelli rossi (se si tratta di un’intera famiglia) o cartellini contrassegnati da un cerchio rosso (per le singole specie). L’intento è quello di fornire informazioni agli studenti di medicina e ai soggetti che vogliano conoscere da vicino le piante responsabili della propria allergia.


Piante medicinali
La collezione delle piante medicinali annovera circa 200 piante, delle quali 94 sistemate in un’aiuola specifica dedicata alla flora medicinale popolare toscana. In un settore della serra calda, inoltre, è stata organizzata un’area didattica con più di 130 specie tropicali di interesse economico: piante medicinali, da fibra, alimentari, ecc.
Un’altra aiuola, creata specificamente con la collaborazione del centro antiveleni dell’Ospedale di Careggi (FI),  ospita circa 70 specie velenose della flora italiana.
Curatore Paolo Luzzi, giardiniere medicinali Andrea Capacci, giardiniere velenose Mario Landi.
E’ disponibile una guida illustrata.


Agrumi
La collezione annovera 60 esemplari, fra i quali gli agrumi più conosciuti – chinotto, mandarino, pommelo, pompelmo, bergamotto, oltre a diverse varietà di limone, cedro e  arancio dolce – e le  antiche varietà di melarosa, limone cedrato, lumia.
Negli ultimi tempi è stata reintrodotta la bizzarria, presente nell’Orto fino agli anni ’50 e poi scomparsa. Recentemente la collezione è stata implementata con 17 esemplari, fra i quali l’etrog, il limone peretta di San Domenico, il cedro digitato, la limetta digitiforme e altre varietà.
Curatrice M. Clauser, giardiniere F. Valgimigli


Rose
Nel 2010 si è inaugurato il nuovo percorso espositivo “Le rose in fila” dedicato all’evoluzione della rosa orticola. In aggiunta alle rose già presenti, sono state introdotte le specie che hanno avuto grande importanza nella storia dell’ibridazione e le cultivar storiche considerate i punti nodali dell’evoluzione orticola. Inoltre, l’aiuola davanti all’ingresso dell’Orto è stata dedicata alle rose vincitrici – secondo diverse categorie, fra le quali la rifiorenza, il colore, la resistenza, ecc – del Plebiscito promosso nel 1878 dalle Società di Orticoltura tedesca e Toscana per individuare le rose più apprezzate dalla cittadinanza. Sono state introdotte anche le rose espressione delle nuove frontiere nella ricerca del colore.
La collezione annovera 130 esemplari dislocati in varie parti del giardino: per i visitatori è disponibile un depliant con la mappa dell’Orto dove poter rintracciare i diversi gruppi di rose, una legenda dei cartellini, la storia della collezione e l’elenco dei gruppi botanici di riferimento con le relative sigle.
Curatrice M. Clauser, giardinieri M. Bianchi, C. Marraccini, S. Ferli


Alimentari
Nell’aiuola delle piante alimentari un settore è dedicato alle erbe selvatiche commestibili della Toscana: le 190 piante coltivate sono state tutte reperite in natura; ognuna ha il cartellino con nome scientifico, famiglia, nome comune, epoca di raccolta e note di attenzione.
Un altro settore è dedicato alla domesticazione sia di legnose da frutto – le selvatiche e le corrispondenti coltivate (pero, melo, nespolo) – sia di ortaggi (cavolo, bietola, asparago, cicoria): tutte le progenitrici selvatiche sono state raccolte in natura. Un altro spazio ospita i frutti minori e poco conosciuti (pero corvino, eleagno, olivello spinoso, aronia, asimina, ecc.) e, l’ultimo, in fase di realizzazione riguarda  i coloranti alimentari naturali.
Curatrice M. Clauser giardiniere S. Ferli
È disponibile una guida alla collezione.

Festuche
Il genere Festuca rappresenta uno dei generi critici  per la flora del sud Europa. Dalla metà degli anni ’90 un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze, ha iniziato la revisione del genere Festuca: questo ha portato alla realizzazione di una raccolta di circa 300 esemplari, una delle collezioni più importanti di questo genere in Europa. Nella collezione sono inoltre presenti alcuni campioni raccolti nelle località dove la specie è stata per la prima volta descritta (locus classicus) e quindi rappresentano dei veri e propri “tipi viventi”. Su alcuni di questi esemplari sono stati fatti studi sui corredi cromosomici.
Un pannello illustrato informa i visitatori sulle ricerche in corso, sulla biologia ed ecologia  del genere, sulle utilizzazioni e sulle azioni conservazionistiche.
Curatore M. Clauser, Giardiniere C Marraccini

Alberi monumentali

Secondo i dettami della Legge Regionale 13 agosto 1998 n. 60 “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali”, nell’Orto botanico sono censiti 5 alberi monumentali considerati un vero e proprio patrimonio di memoria, di valori ambientali, paesaggistici e culturali.


Taxodium mucronatum Ten. (Taxodiaceae)
L’esemplare  è stato seminato nel 1884, è alto 21 m, ha una circonferenza del tronco di più di 6m misurata a un’altezza di 130 cm da terra, l’area di insidenza della chioma è circa 110 m2.
Nelle zone di origine la pianta è semidecidua, mentre nell’Orto, durante l’inverno, perde completamente foglie e rametti, dopo aver assunto una bellissima colorazione rossastra.

 

 

Zelkova crenata Spach. (Ulmaceae)
L’esemplare dell’Orto è stato introdotto nel 1820. Ha 22,5 m di altezza, 590 cm circonferenza a 130 cm di altezza. L’albero è maestoso pur avendo subito una forte capitozzatura che ha ridotto la chioma un tempo molto più ampia.  I tagli sono stati necessari  per un attacco di grafiosi. L’area di insidenza della chioma è circa 60 m2.

 

 

Zelkova serrata (Thunb.) Mak. (Ulmaceae)
L’esemplare dell’orto è stato piantato nel 1887; ha 26 m di altezza, 397 cm di circonferenza a 130 cm di altezza. L’area di insidenza della chioma è circa 700 m2.

 

 

 

Taxus baccata L. (Taxaceae)
L’esemplare dell’Orto è l’albero più antico del giardino. Fu seminato nel 1720 da Pier Antonio Micheli, direttore dell’Orto botanico dal 1718 al 1737. Ha 18 m di altezza, 380 cm di circonferenza a 130 cm di altezza, L’area di insidenza della chioma è circa 180 m2.

 

 


Quercus suber L. (Fagaceae)
La sughera fu introdotta nel 1805 da Ottaviano Targioni-Tozzetti allora direttore del giardino. In realtà in quegli anni le sughere che vivevano nel Giardino erano due, ma essendo state piantate troppo vicine un esemplare non sopravvisse. Ha 30 m di altezza, 427 cm di circonferenza a 130 cm di altezza.
L’esemplare non è mai stato decorticato per ricavarne il sughero e, potendo crescere in uno spazio adeguato, ha potuto raggiungere le eccezionali dimensioni di oggi, con una chioma che copre 430  m2.

ATTIVITÀ  E PROGETTI

CONSERVAZIONE EX SITU
Lo Stagnone dell’isola di Capraia (LI) nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano è un habitat di interesse comunitario: si tratta di acque con vegetazione flottante dominate da Ranunculus baudotii.
Sono presenti anche Myriophyllum alterniflorum e Potamogeton crispus. Fino al 1991 allo Stagnone non erano segnalate Typha latifolia e T. angustifolia, ma attualmente la zona umida è invasa quasi completamente dalle due tife che hanno ridotto la superficie adatta allo sviluppo delle idrofite a soli pochi metri quadrati. Dal 1998 è in corso un progetto che prevede la limitazione delle tife, in modo da evitare l’interramento del laghetto e la perdita delle popolazioni di specie rare e meritevoli di conservazione come Baldellia ranunculoides, Potamogeton crispus, Ranunculus baudotii, preservando parallelamente un habitat di interesse per la fauna ornitica migratrice.
Nel 2009 alcune piantine di Ranunculus baudotii sono state prelevate allo Stagnone e messe in coltivazione nell’Orto botanico di Firenze, in vista di una futura reintroduzione.
Sui campioni dell’Orto si procede al conteggio dei poliacheni presenti e dei semi per ogni poliachenio; i semi raccolti sono trattati secondo due criteri diversi: un lotto è disidratatato direttamente, un altro viene lasciato in acqua per periodi di una-due settimane; successivamente i semi vengono inviati alla Banca del germoplasma di Pisa.
Collaborano a questo progetto il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, sezione Orto botanico; il Dipartimento di Biologia evoluzionistica dell’Università di Firenze, l’Orto botanico dell’Università di Pisa.

I BAMBINI GIARDINIERI
La scuola dell’infanzia e la primaria delle Scuole Pie Fiorentine coltivano 10 metri quadri di Orto botanico, seguendo tutte le fasi di preparazione del terreno, di coltivazione e di raccolta di cumino, prezzemolo, baccelli, patate, ecc., assistiti dal giardiniere Sergio Ferli.

IL COMPOSTAGGIO
Promosso dal Gruppo di Lvoro sulla sostenibilità, è iniziata a febbraio un’attività sperimentale per realizzare il compostaggio all’Orto, in collaborazione con Quadrifoglio e Amici della Terra.

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Bibliografia

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BARBAGLI F., CLAUSER M., LUZZI P., 2010 – Piante ed ebbrezze. FUP, Firenze 80 pp € 3,5
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CLAUSER M., DI FAZIO L., ROMAGNOLI P., 2005 – Gli alberi dell’Orto Botanico. Edizioni Masso delle Fate, Firenze pp144 € 7,00
CLAUSER M., FOGGI B., 2004 – Le piante alimentari nell’Orto botanico. La domesticazione; le piante selvatiche commestibili della Toscana. Pubblicazioni dell’orto botanico di Firenze. Tip. Risma, Firenze, pag.102 € 4,50
CLAUSER M., FOGGI B., 2005 – Gli arbusti della Toscana. Edizioni Masso delle Fate, Firenze pp. 207 € 10,00
CLAUSER M., GRIGIONI A., LANDI M., 2010 – Peperoncini. FUP, Firenze 80 pp € 3,5
CLAUSER M., LASTRUCCI L., 2006 – Piante acquatiche: adattamenti e habitat. Museo di Storia Naturale, Firenze pp 32 € 3,50
CLAUSER M., LUCCHESI P., 2009 – Papiri. FUP, Firenze pp 80 € 3,5
CLAUSER M., LUZZI P., 2009 – Piante medicinali di uso popolare della tradizione toscana. Tip. Risma, Firenze pp160, 50 tavole a colori, € 13,00
DI FAZIO L., LUZZI P., CLAUSER M., 2009 – Sezione Orto Botanico in Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, in: A.A.V.V Guida alla visita delle sezioni, Ed. Polistampa pp 312 € 14,00
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LUZZI P., 2009 – Guida alle Arecaceae (Palme) del Giardino dei Semplici di Firenze, Tip. Risma  pp 63  € 10,00
MANFREDI M., MOSCATO G., , LUZZI P., VARRIALE S., 2008 – Guida alle specie allergeniche degli Orti Botanici italiani: il giardino dei Semplici di Firenze, Mattioli Ed. pp 151  € 26,00